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Report vendemmia 2017

Report vendemmia 2017

Dopo un inverno non troppo freddo e una primavera non troppo piovosa, abbiamo avuto un clima estivo piuttosto asciutto caratterizzato da poche giornate di pioggia, caduta dopo la metà di luglio e a metà del mese di agosto.

Per noi è stato importante capire come affrontare questo lungo periodo di siccità e nello specifico intuire come lavorare il terreno. Sì, esattamente! La lavorazione del terreno è stata la chiave della vendemmia 2017, ovvero abbiamo capito che non bisognava lasciare il suolo chiuso e compatto come il buon senso indicava quale migliore soluzione per trattenere l’umidità in profondità, bensì azzardare, dunque arieggiare e aprire la terra. Abbiamo così deciso che, invece di semplici trinciature nei filari, era necessario arare i nostri vigneti per permettere lo scambio di aria nel terreno. Sono state effettuate ben due arature, profonde circa 40 centimetri, una a fine maggio, l’altra  dopo la metà di giugno. Questo ha permesso di evitare il rischio di apnea sulla parte radicale delle piante (causato dall’indurimento del suolo) ed ha permesso all’acqua caduta durante i due temporali di luglio e di agosto di essere assorbita totalmente dal terreno. Terreno che, reso molto soffice da queste arature, ha creato un “effetto spugna” trattenendo l’umidità e rilasciandola lentamente.

Abbiamo così avuto una vendemmia fantastica con grappoli sani e ben maturi, ricchi di profumi e di polpa, caratteristiche che si riflettono sulla qualità dei vini da noi prodotti quest’anno.

Sicuramente fidarsi del proprio istinto a volte non è facile, ci vuole coraggio e anche un po’ di pazzia. Di certo rimanere nello standard dà più certezze e più sicurezza, ma personalmente ritengo sia anche molto noioso e poco originale e a noi piace molto essere anticonformisti e liberi, magari anche liberi di sbagliare...”